Roland Gori
Un monde sans esprit. La fabrique des terrorismes
Editions Les Liens qui Libèrent, France 2017

Pubblichiamo la traduzione di qualche passo significativo (p. 226) del nuovo libro di Roland Gori (professore emerito di psicopatologia clinica all’Università di Aix-Marseille, psicoanalista, ideatore de “L’Appel des appels”, autore di diversi saggi, tra cui quello uscito in italiano “La dignità di pensare” (Alpes, 2015).

 

“Se vogliamo comprendere ciò che accade oggi, intendere meglio i differenti movimenti politici, popolari, democratici, fino a quelli terroristi, siano essi pacifici o sanguinari – che contestano l’egemonia di un ordine neoliberale imposto al pianeta e sacralizzato dalle politiche americane ed europee – conviene rileggere il libro Sull’avvenire della tragedia di Camus. Questo testo ci parla di quei momenti della storia in cui l’arte tragica arriva a mettere in scena ciò che, nelle strade, porta alle rivolte. Ci parla del nostro tempo, ma anche di tutti quei periodi in cui un equilibrio viene distrutto. […]
Oggi la voce della ragione trionfante che rivendicava i diritti dell’individuo, la sua emancipazione dalle tutele della religione, della famiglia, del clan, della nazione, questa voce di razionalismo “universale” che cantava le lodi della scienza e del progresso, che si vantava delle protezioni formali del Diritto liberale, si trova assordata. L’ordine razionale, pervertito dal pensiero strumentale e utilitaristico, non ha più successo. La misura si è rivoltata contro se stessa. E’ diventata dismisura. Il crepuscolo del liberalismo produce un “clima tragico”, convoca altre dismisure, avide di un ordine “divino”, quanto meno sacralizzato, e richiede nuove utopie. L’egemonia culturale delle democrazie liberali che ha schiavizzato tutto il pianeta, è screditato, contestato, violentato. Con il rischio di condurre i popoli a gettare via il bambino con l’acqua sporca, questa civilizzazione non ha più successo. Essa si sostiene con il potere dei suoi eserciti e con il sistema corrotto delle sue reti economiche e finanziarie. Ha perso la sua credibilità etica e politica. La violenza strutturale del suo sistema ha fabbricato i suoi propri mostri che si chiamano terroristi. Il tragico proviene tanto dalla scena quanto dalla vita. Per Camus è qualcosa che avviene in contemporanea, si nutre della stessa sostanza: una crisi di civiltà”.